Masserie, oliveti, feudi. Alla scoperta dell’Alto Salento – Repubblica.it

Piazza Ceglie Messapica

Masserie, oliveti, feudi. Alla scoperta dell’Alto SalentoMasserie, oliveti, feudi. Alla scoperta dell’Alto Salento. Da Ostuni a Fasano, un itinerario nel territorio dell’entroterra pugliese, tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, dove la costiera confina con un entroterra agreste dal sapore antico

di GIUSEPPE ORTOLANO

Il Salento è oramai una categoria dell’anima. Non c’è chiarezza su dove inizi mentre sulla fine non ci sono invece dubbi: il Salento termina là dove l’ultimo lembo di terra del  tacco d’Italia incontra il mare, nei pressi di Santa Maria di Leuca. Ma in fondo a pochi importa  definire con certezza condivisa la geografia fisica di questa terra compresa tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, oggi così apprezzata da turisti e viaggiatori.  Per tutti il Salento è quel luogo dove ulivi secolari, muretti a secco, masserie, antichi tratturi e torri costiere che vigilano su mari dei mille colori cangianti disegnano il paesaggio.

Puglia. Il paesaggio dell’Alto Salento

E allora anche quello spicchio di provincia di Brindisi che include i comuni di Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, Carovigno, Ceglie Messapica, Villa Castelli e Fasano è Salento, per la precisione Alto Salento. Il cuore di questo territorio è la città bianca di Ostuni, ai cui piedi si estende il Parco Naturale degli Oliveti Monumentali. Un luogo magico con alberi millenari (si avete letto bene, si parla di olivi vecchi 2-3000 anni, mica semplici  centenari), candidati a diventare Patrimonio Mondiale dell’Umanità, da ammirare visitando la Masseria Brancati, con il museo dell’olio, il frantoio ipogeo, il percorso tra gli uliveti e la degustazione finale di diversi oli extravergine di oliva. Di Ostuni, l’affascinante città bianca dove è piacevole passeggiare tra chiese e palazzi monumentali, si è scritto e detto molto. Ma la cittadina riserva al visitatore curioso due piccoli gioielli quasi sconosciuti: il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Medridionale e il Parco di Santa Maria d’Agnano.

Il museo, ospitato in un ex monastero in pieno centro storico, raccoglie reperti archeologici provenienti dalla zona, tra i quali la Mamma del Mondo (Ostuni 1), ovvero lo scheletro di una donna con feto di bimbo risalente ad almeno 25.000 anni fa. Il prezioso reperto è stato scoperto nelle caverne del vicino  Parco di Santa Maria d’Agnano, ricco di testimonianze storiche dal Paleolitico fino al Medioevo. Una manciata di chilometri separa Ostuni da Ceglie Messapica, uno dei centri abitati più antichi della Puglia. Nel centro storico si ammirano il Castello Ducale, palazzi e chiese settecenteschi ed è d’obbligo una sosta al Caffè Centrale, dove assaggiare i famosi dolci a base di pasta di mandorle, tra i quali il celebre biscotto cegliese. Poco fuori il centro città la Masseria Camarda con il suo rilassante percorso della biodiversità, l’innovativa bio-piscina e la Sala Ferrari, dove è esposta, fra altri importanti cimeli legati alla vita del titolare Cesare Fiorio, anche la carrozzeria della Ferrari di F1 di Nigel Mansell, vincitrice del Gran premio del Brasile.

Masserie, oliveti, feudi. Alla scoperta dell’Alto Salento

A San Vito dei Normanni si visita un insediamento rupestre risalente al XII secolo e la Cripta di San Biagio, che conserva al suo interno splendidi affreschi bizantini dipinti nel 1196. E si può scoprire il volto emergente della Puglia creativa  ben rappresentato dal Laboratorio Urbano Exfadda nato all’interno di un ex cantina vinicola dismessa. Un elegante edificio dei primi del ‘900 diventato laboratorio di socialità e incubatore di impresa, che ospita oltre 30 organizzazioni attive nei settori dell’arte, della cultura, della creatività, del design, del welfare, dell’artigianato, dello sport, della ristorazione e dello sviluppo locale. Il borgo di Villa Castelli si presenta come un affascinante balcone panoramico sull’Alto Salento.

Nel Palazzo Ducale, edificato nel XVII secolo sui resti una vecchia torre del 1400, si visita il piccolo Museo Civico con interessanti reperti archeologici rinvenuti nella necropoli di Pezza Petrosa. Attraversato un ponte panoramico si scende nella  gravina (una depressione carsica) lunga 400 metri e larga 200 che divide in due il paese. Da qui si può ammirare uno scorcio della pianura ionico-salentina.  Anche il mare dell’Alto Salento incanta.

Masserie, oliveti, feudi. Alla scoperta dell’Alto Salento

Torre Guaceto

Assolutamente da non perdere il tratto di Adriatico che bagna la Riserva Naturale di Torre Guaceto, tra Carovigno e Brindisi. Lasciata l’auto nell’area di sosta si può raggiungere a piedi una bella spiaggia sabbiosa o camminare lungo i sentieri che attraversano i tre  ambienti naturali della Riserva: il litorale, la macchia mediterranea e la zona umida. Simbolo di Torre Guaceto è la torre aragonese del XVI secolo costruita, come altre sulla costa a distanza di alcuni chilometri, a difesa dalle incursioni dei pirati saraceni. Le attrazioni dell’Alto Salento non finiscono qui, consigli, proposte di itinerari e di visite guidate possono essere richiesti alle guide autorizzate che collaborano con il  GAL-Gruppo di Azione Locale di questo angolo incantato di Puglia.

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