I Food Sud System, una band… ai fornelli per promuovere lo stile Puglia! a tavola

I «Food Sud System»
29 luglio 2014
di Paola Moscardino

Cantano? No, cucinano. Sebbene il nome rievochi all’istante i Sud Sound System, di cui sono conterranei, e la musica faccia decisamente parte della loro formazione. «In passato abbiamo organizzato eventi in cui i nostri piatti venivano presentati in musica. Così, quando si è trattato di darci un nome, abbiamo scelto tre parole che esprimessero il nostro fare e avessero un buon suono». Eccoli qui i Food Sud System, collettivo di chef e designer pluripremiati. Una sorta di band (ai fornelli).
Competenze trasversali, età media 35 anni, accomunati dalla passione per il buono sano e bello in cucina, sono impegnati a promuovere lo stile della Puglia a tavola dal Nord Europa al Medioriente. Da Madrid, Parigi, Londra, Berlino, Dublino, Zurigo fino a Beirut, le loro cene registrano il tutto esaurito, con tanto di groupies in appendice: durante l’ultimo show cooking a Londra, Emma Thompson e Leona Lewis si sono sdilinquite davanti al loro pancotto (pane raffermo ripassato in padella e condito con verdure di stagione).
Un fenomeno pop-artistico-gastronomico che va al di là dell’universale moda del cibo. Rosario Didonna è il frontman. Con i genitori gestisce a Cerignola l’osteria ‘U Vulesce (letteralmente, la voglia di qualcosa di buono), indirizzo d’obbligo per chi vuol mangiare bene in Puglia. «Sono nato tra i prosciutti – racconta – nella salumeria di famiglia. Mio padre mi ha sempre detto: se è buono, mangialo; se è migliore offrilo, perché ti ritorna». Guai però a chiamarlo chef: «Ho rispetto per chi lo fa meglio di me. Mi definirei di più un conoscitore dei prodotti del territorio: le qualità Dop e Igp, Doc e Igt per me non hanno segreti». Che è poi il marchio di fabbrica dei Food Sud System. Perché la promozione della cucina pugliese, così come la intendono, è il racconto della Puglia attraverso i suoi 220 prodotti tradizionali.
Un patrimonio agroalimentare straordinario – dalle arance bionde del Gargano al capocollo di Martina alla mandorla di Toritto – che loro scelgono dai produttori di fiducia e poi elaborano in coloratissimi piatti.

Alle batterie (di pentole), ci sono William Tespi, il mago Merlino del gruppo, per le sue riuscite cotture sperimentali; Michele Rotondo, esperienza stellata al «Capriccio» di Parigi e una capacità: fare un piatto gourmand anche con una sola crosta di pane; Domenico Cilenti, chef e proprietario di Porta di Basso a Peschici, l’artista degli accostamenti impensati. E ancora, lo chef Luca Vitale e i designer Cristina Ceglie e Giuseppe Schiavone, perché non c’è buono senza bello.

Feste, inaugurazioni, show cooking, cene in abitazioni private o grandi location (l’ultima al Four Seasons di Parigi, 6 portate per 190 persone): “Partiamo con il nostro mezzo refrigerato e arriviamo ovunque”, dicono. Il repertorio è in continua evoluzione. Ma le orecchiette di grano bruciato, la spuma di baccalà con polvere di cima di rapa affumicata, e la pizza di ricotta con cioccolato e scorza di arancia sono già successi da hit.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.